Danza orientale

Il termine danza orientale, (in arabo raqs sharqi, رقص شرقي, danza dell’est, inteso come parte orientale del mondo arabo e in Italia e in Francia danza del ventre e in inglese bellydance) indica la danza classica orientale che si è sviluppata nelle corti principesche del medioriente; lo stesso termine, in un senso più vasto, indica tutte le evasioni che questa danza ha avuto fino ai giorni nostri, comprendendo anche tutte le varie contaminazioni e fusioni che la danza ha donato e fatto proprie attraverso il contatto con differenti aree geografiche e popoli differenti. Ad oggi le “danze orientali” comprendono numerosi “stili” che si differenziano in base alla loro provenienza geografica e alla musica che li caratterizza. Questa danza ha origini antichissime, che risalgono alla costituzione delle prime civiltà. I movimenti rotatori e sinuosi di questa danza richiamano gli antichi culti della fertilità, come quello della “Dea Madre”. Gli uomini erano consapevoli che tutto ciò che muoveva la vita era legato alla riproduzione, alla nascita, al ciclo delle stagioni, alla natura. Per questo, molti degli stili di questa danza sono legati strettamente alla femminilità e venivano praticati esclusivamente dalle donne. Con l’evoluzione, la danza inizia a essere un elemento ricorrente nella vita dell’uomo, e, oltre ad accompagnare riti di preghiera, inizia ad accompagnare momenti di aggregazione, comunicazione, svago e rappresentazione del quotidiano; in questo scenario entrano anche gli uomini a far parte di questa danza molto antica e ricca di storia e significati.